MELFI- Anche lo stabilimento Barilla di Melfi parteciperà mercoledì allo sciopero nazionale di otto ore che coinvolgerà tutti i siti industriali italiani del gruppo. In una nota, i sindacati Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil chiamiamo le lavoratrici e i lavoratori "alla massima adesione e alla mobilitazione davanti ai cancelli, per dare forza alla vertenza e rivendicare il diritto a un confronto sulle scelte industriali e sul futuro occupazionale" .Lo sciopero si svolgerà in concomitanza con il tavolo di crisi convocato dalla Regione Campania. "Da Melfi - affermano in una nota i sindacati - deve arrivare un segnale forte e inequivocabile: il lavoro si rispetta e le decisioni che incidono sulla vita delle persone non possono passare sopra la loro testa". "La cessione dello stabilimento di Marcianise a Liguori, senza il marchio Voiello, e quella dei mulini di Castelplanio e Altamura a Casillo - continuano Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil - pongono una questione che riguarda l’intero gruppo". Temi sui quali i sindacati chiedono "da tempo un confronto sulle cessioni e sulle loro conseguenze". Per questo "il mancato riscontro a questa richiesta è inaccettabile. Rivendichiamo corrette relazioni industriali, trasparenza e impegni concreti a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Chi ha contribuito, con la propria professionalità e il proprio impegno quotidiano, a costruire il successo di Barilla - continuano - non può essere considerato una presenza accessoria, da trasferire insieme agli impianti. Dietro ogni posto di lavoro ci sono famiglie, sacrifici e progetti di vita. Ci sono persone che hanno scelto di costruire il proprio futuro nella propria terra e che meritano certezze, ascolto e rispetto". "La mobilitazione di Melfi - spiegano le single sindacali lucane - darà forza alla lotta dei colleghi di Marcianise, Castelplanio e Altamura. La loro condizione ci riguarda direttamente: modalità di gestione delle cessioni prive del necessario confronto sindacale costituiscono un problema per tutti i lavoratori del gruppo. Per questo servono unità, partecipazione e una risposta collettiva all’altezza della posta in gioco. 'Dove c’è Barilla c’è casa' è una promessa che richiama responsabilità precise. Il valore della famiglia, così presente nella comunicazione del gruppo, deve trovare riscontro anche nelle scelte che riguardano le famiglie dei suoi dipendenti. La reputazione di un’impresa si misura nella qualità del lavoro e nel rispetto delle persone che la rendono possibile. Le otto ore del 21 ottobre rappresentano una prima, netta risposta sindacale. Altre otto ore di sciopero sono già in programma. La mobilitazione deve portare all’apertura di un tavolo con il gruppo e a un confronto effettivo sulle prospettive industriali e occupazionali". "Da Melfi - concludono Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil - porteremo avanti questa rivendicazione con determinazione e con una voce unitaria, al fianco di tutti i lavoratori coinvolti. Barilla deve assumersi le proprie responsabilità: il futuro del lavoro richiede risposte, garanzie e confronto. Il 21 ottobre, a Melfi, la partecipazione di ciascuno darà forza ai diritti di tutti".