POTENZA – Blindare i dirigenti di primo piano, distribuendoli in più collegi per trainare il simbolo e rafforzare il risultato elettorale. È questa la strategia che, secondo una ricostruzione del Fatto Quotidiano, i vertici nazionali di Fratelli d’Italia starebbero valutando in vista delle prossime elezioni Politiche. Sul tavolo ci sarebbe una rosa di 15-20 capilista pluricandidati tra Camera e Senato, individuati attraverso interlocuzioni riservate. Oltre a Giorgia Meloni alla Camera e Arianna Meloni al Senato, a trainare le liste di Fratelli d’Italia ci saranno big di primo piano come Lollobrigida, Donzelli, La Russa, i sottosegretari Fazzolari e Mantovano, i capigruppo Malan e Bignami oltre ai ministri Crosetto, Foti, Ciriani e vari i sottosegretari. Una scelta che, se confermata, potrebbe avere effetti anche in Basilicata, dove la corsa a soli sette seggi parlamentari rischia di trasformarsi in una competizione serrata tra uscenti e aspiranti candidati.
Il meccanismo è quello di affidare alle figure più rappresentative del partito il compito di rafforzare le liste in più collegi, lasciando agli altri candidati il confronto diretto sul territorio. Una strategia che se da un lato punta a valorizzare il peso nazionale di Fratelli d’Italia, innescherà sui territori una contesa forte.
La Basilicata eleggerà quattro deputati e tre senatori: un numero ristretto di posti che rende ogni scelta sulle candidature particolarmente rilevante. Se una parte delle posizioni considerate più sicure dovesse essere riservata ai dirigenti nazionali attraverso le pluricandidature, lo spazio per gli esponenti del territorio alimenterà la competizione interna.
A essere coinvolti sono innanzitutto i parlamentari uscenti Salvatore Caiata e Gianni Rosa, la cui riconferma non può essere data per scontata. Non risultano decisioni ufficiali che mettano in discussione le loro ricandidature, ma la strategia anticipata dal Fatto Quotidiano apre interrogativi sulla distribuzione dei posti e sulla possibilità che il partito decida di puntare su nuovi profili espressione della classe dirigente regionale.
La partita non si giocherà soltanto sulla rappresentanza territoriale, ma anche sulla capacità dei singoli di ottenere il sostegno del partito e di mobilitare consenso. In un quadro nel quale le posizioni privilegiate potrebbero essere limitate, anche il peso politico maturato nelle istituzioni lucane diventerebbe un elemento del confronto.
Tra i nomi che potrebbero entrare nella discussione sulle candidature c’è - ad esempio - Amedeo Cicala, sindaco di Viggiano, espressione di un territorio come la Val d’Agri che rappresenta un riferimento importante nella geografia politica regionale. Accanto a lui - in alternativa - Carmine Cicala, assessore regionale all’Agricoltura. Il suo ruolo nell’esecutivo lucano lo colloca tra gli esponenti istituzionali da considerare nell’eventuale corsa verso Roma come per Cosimo Latronico. Un altro profilo è quello di Michele Napoli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale. Il suo incarico lo pone al centro degli equilibri del partito nell’assemblea lucana. Un’eventuale candidatura parlamentare avrebbe conseguenze anche sull’organizzazione del gruppo consiliare e sulla distribuzione dei ruoli nella maggioranza.
Attenzione anche a Maddalena Fazzari, vicepresidente del Consiglio regionale, che alle Regionali del 2024 ha raccolto 4.782 preferenze nella circoscrizione di Potenza o all’ex coordinatore regionale, Piergiorgio Quarto. Il risultato elettorale costituisce un dato concreto del suo radicamento personale e potrebbe entrare nel confronto sulle candidature, pur non rappresentando una garanzia di investitura. Sono profili diversi, accomunati dalla possibilità di rivendicare uno spazio nella futura rappresentanza parlamentare del partito. Le loro eventuali ambizioni si inserirebbero in una competizione che potrebbe coinvolgere anche altri consiglieri, assessori e amministratori locali. La questione centrale per Fratelli d’Italia sarà conciliare la strategia nazionale con le aspettative della classe dirigente lucana. Le pluricandidature potrebbero servire a rafforzare il risultato complessivo del partito, ma la distribuzione delle posizioni in lista avrà inevitabilmente ricadute sulle possibilità dei candidati locali. Il confronto riguarderà quindi non soltanto i nomi, ma il peso da riconoscere alle diverse componenti del partito: parlamentari uscenti, amministratori regionali, dirigenti e rappresentanti dei territori. Per gli aspiranti candidati lucani, il consenso personale potrebbe diventare un argomento importante da far valere poi anche nei successivi assetti del governo regionale.