POTENZA - Il diritto alla salute dovrebbe essere uguale per tutti, ma davanti al bancone di una farmacia il conto può cambiare a seconda della Regione in cui si vive. È la giungla dei ticket sui farmaci, un sistema frammentato nel quale ogni amministrazione regionale stabilisce modalità e livelli della compartecipazione alla spesa. E dal primo ottobre questa geografia cambierà anche per la Basilicata. La Regione, fino ad oggi tra quelle che non applicavano un ticket fisso sui farmaci di fascia A, introdurrà la nuova compartecipazione. Una novità destinata a incidere direttamente sulle tasche dei cittadini e a riaprire il dibattito sul costo della salute per le famiglie lucane. Non è un caso che nella giornata di oggi mentre l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico incontra la stampa per spiegare le ragioni del provvedimento, i sindacati per le 10 hanno annunciato un flash mob davanti il palazzo della Regione a Potenza per dire no all’introduzione del ticket.La questione lucana si inserisce in un panorama nazionale tutt’altro che uniforme.
DOVE SI PAGA - Quasi la metà delle regioni italiane applica una quota fissa o una compartecipazione regionale sui medicinali mutuabili (salvo esenzioni per reddito o patologia): Lazio; Emilia-Romagna (2,20 euro a confezione, fino a un massimo di 4 euro per ricetta); Campania (2 euro a ricetta sui farmaci in lista di trasparenza o 1,50 euro a confezione più quota fissa); Calabria (1 euro a ricetta più 2 euro a confezione); Abruzzo (2 euro a confezione o 0.50 euro se il farmaco costa meno di 5 euro); Molise (1 euro a confezione, 0,50 euro per i generici); altre regioni come Liguria, Puglia, Sicilia, Lombardia, Veneto, Piemonte (con regole specifiche o differenze sulla base della lista di trasparenza) applicano ticket o quote di aggiunta a livello locale.
DOVE NON SI PAGA- In alcune regioni il ticket regionale sulle ricette di medicinali non è dovuto: Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Marche, Sardegna, Piemonte (ha abolito il ticket regionale), Toscana, Umbria. Per i lucani, dunque, il primo ottobre rappresenterà uno spartiacque. Alla spesa già affrontata per ottenere determinati medicinali si aggiungerà il nuovo ticket. Resta da capire quale sarà l’impatto concreto sulle famiglie, in particolare su chi è costretto a ricorrere con maggiore frequenza alle terapie farmacologiche.
LA MAGGIORANZA - Se Azione non ha perso tempo per prendere le distanze dal provvedimento, la “difesa d’ufficio” delle altre forze di maggioranza è arrivata soltanto ieri. Per Marcello Pittella e Nicola Morea sarebbero stati commessi errori sia nel merito sia nel metodo. A partire dalla mancata discussione del provvedimento con le parti sociali. E per finire, la delibera sarebbe stata approvata in Giunta senza neanche un confronto interno. FdI, Fi, Lega e Iv difendono invece il lavoro del governatore Vito Bardi e dell’assessore Cosimo Latronico. “Sulla spesa farmaceutica servono chiarezza e responsabilità. Nel 2025 la Basilicata ha superato il tetto previsto per la farmaceutica convenzionata: 7,45% del Fondo sanitario regionale rispetto al limite del 6,80%, con uno scostamento di circa 8 milioni di euro. È un dato ufficiale Aifa. Ignorarlo non significherebbe difendere i cittadini, ma lasciare loro domani un problema più grande”.
LE OPPOSIZIONI- “Depositeremo la richiesta di convocazione urgente di un Consiglio regionale straordinario sullo stato della sanità lucana e, in particolare, sull’introduzione dei nuovi ticket. L’assessore Latronico venga in aula a spiegare le ragioni delle scelte compiute dalla Giunta, i loro effetti sui cittadini e la reale situazione economica e organizzativa del servizio sanitario regionale”. Lo dichiarano i consiglieri regionali di centrosinistra che chiedono di riportare il confronto sulla sanità nelle sedi istituzionali che troppo spesso, in questi mesi,