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Meglio solo Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria

Lucani popolo di risparmiatori, ma non significa benessere

Quinta regione d’Italia nell’analisi Unioncamere-Centro “Tagliacarne”. Pesa l’invecchiamento della popolazione e famiglie con comportamenti finanziari prudenti

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Lucani popolo di risparmiatori, ma non significa benessere
POTENZA – In tempi di inflazione, rincari e incertezze economiche, le famiglie lucane mostrano una capacità di risparmio superiore a quella di gran parte del Paese. È quanto emerge dall’analisi di Unioncamere e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne sulla propensione al risparmio delle famiglie italiane nel 2024. La Basilicata si colloca al quinto posto nella graduatoria nazionale con una propensione al risparmio dell’8,20% del reddito disponibile, in crescita rispetto al 7,45% registrato nel 2019. Un dato che supera sia la media italiana (8,28%) sia, soprattutto, quella del Mezzogiorno, ferma al 6,08%.
Davanti alla Basilicata figurano soltanto Piemonte (10,70%), Lombardia (10,46%), Emilia-Romagna (10,14%) e Liguria (9,99%). La regione lucana precede invece territori tradizionalmente considerati più forti sul piano economico, come Veneto, Toscana e Lazio.
Anche sul fronte del risparmio pro capite la Basilicata presenta risultati incoraggianti. Ogni cittadino lucano ha accantonato mediamente 1.460 euro nel corso del 2024, valore superiore alla media del Sud e delle Isole, pari a 1.081 euro.

Un risultato che racconta due Basilicate

Dietro il dato positivo si nasconde però una realtà più complessa.Secondo gli economisti, infatti, una maggiore propensione al risparmio non coincide automaticamente con un aumento del benessere. In molti casi rappresenta una forma di prudenza delle famiglie davanti alle incertezze sul futuro. «Il risparmio è spesso un indicatore di fiducia ma anche di preoccupazione», osserva il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito. «Nel Mezzogiorno continua a pesare il minor reddito disponibile e un’inflazione che negli ultimi anni ha inciso maggiormente sulla capacità di spesa delle famiglie». La Basilicata sembra distinguersi proprio per questa capacità di mantenere una quota di risorse da destinare al futuro nonostante redditi medi inferiori rispetto al Centro-Nord. Secondo alcuni analisti locali, il fenomeno è legato anche alla struttura demografica della regione. L’invecchiamento della popolazione e la forte presenza di nuclei familiari che mantengono comportamenti finanziari tradizionalmente prudenti contribuiscono ad alimentare la cultura del risparmio.

Il divario Nord-Sud continua ad allargarsi

Il dato lucano assume un valore ancora maggiore se confrontato con il quadro nazionale. Negli ultimi cinque anni il differenziale tra Nord e Sud si è infatti ampliato. Nel 2024 le famiglie del Nord hanno risparmiato mediamente il 9,73% del reddito disponibile, contro il 6,08% del Mezzogiorno. Le regioni settentrionali continuano a occupare stabilmente le prime posizioni delle classifiche nazionali. In Piemonte la propensione al risparmio supera il 10%, mentre tutte le province piemontesi figurano tra le prime dieci in Italia. All’estremo opposto si collocano Sicilia, Sardegna e Calabria, dove le famiglie incontrano maggiori difficoltà ad accantonare risorse. «A pesare sul Mezzogiorno non è soltanto il livello dei redditi», spiegano dal Centro Studi Tagliacarne. «L’aumento dei prezzi dei beni e dei servizi ha inciso in misura maggiore sulla spesa delle famiglie meridionali, riducendo gli spazi disponibili per il risparmio».

Smart working e nuovi atteggiamenti economici

Lo studio evidenzia anche un altro elemento interessante: il rapporto tra lavoro agile e capacità di risparmio. Nei territori dove il ricorso allo smart working è superiore alla media nazionale, i lavoratori hanno accantonato nel 2024 quasi 2.700 euro a testa, contro i circa 1.600 euro registrati nelle aree dove il lavoro da remoto è meno diffuso. Una differenza che gli studiosi attribuiscono principalmente alla riduzione dei costi di trasporto, ristorazione e mobilità quotidiana. Per la Basilicata il tema assume particolare rilevanza. La possibilità di ampliare il lavoro agile potrebbe rappresentare uno strumento utile per trattenere professionalità qualificate e contrastare l’emigrazione giovanile, consentendo a molti lavoratori di operare per aziende nazionali senza lasciare il territorio regionale.

Il tesoretto dei lucani

Nel complesso le famiglie lucane hanno generato nel 2024 un risparmio pari a circa 776 milioni di euro. Una cifra significativa per una regione di poco più di mezzo milione di abitanti e che conferma una tradizionale capacità di gestione prudente delle risorse familiari. Resta tuttavia aperta la sfida principale: trasformare il risparmio in investimenti, consumi qualificati e opportunità di sviluppo. Perché, come sottolineano gli economisti, una comunità cresce davvero quando il denaro accantonato non resta fermo nei conti correnti ma diventa motore di innovazione, impresa e lavoro. E su questo terreno la Basilicata continua a giocarsi una parte importante del proprio futuro economico.

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