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Il sindaco Albanese: “Un gesto folle e criminale”

Maratea, fiamme a due passi dal Cristo

Nella notte tra martedì e mercoledì un grave incendio doloso ha interessato l’area di Monte San Biagio. Vigili del fuoco impegnati per nove ore per domare il rogo

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Maratea, fiamme a due passi dal Cristo
MARATEA - Le fiamme si sono sviluppate in piena notte dalla frazione di Santa Caterina, per poi coinvolgere rapidamente il Monte San Biagio e interessare anche le altre aree limitrofe alla Basilicata e alla statua del Cristo Redentore. A Maratea un vasto incendio, di chiara origine dolosa, è stato spento dopo circa nove ore di intenso lavoro (coordinato dalla Sala Operativa regionale della Protezione civile) da parte di circa trenta vigili del fuoco arrivati sul posto con dieci mezzi provenienti da cinque distaccamenti. Utilizzati anche un Canadair (giunto sull’area operativa intorno alle 7.30 di ieri mattina: in due ore ha effettuato 56 lanci, di cui 35 con acqua, 20 con acqua addizionata con schiumogeno e 1 con ritardante, garantendo un’efficace azione di contenimento delle fiamme nelle aree più impervie e difficilmente raggiungibili dalle squadre terrestri) e un elicottero per circoscrivere le fiamme che hanno distrutto un’area molto estesa di macchia mediterranea.
Il rogo - secondo le prime verifiche effettuate - avrebbe preso origine da cinque punti differenti, oltre alla presenza di altri due focolai che sempre durante la notte hanno interessato le frazioni di Massa e Acquafredda. Il cammino di San Biagio ieri mattina è stato chiuso in via precauzionale. “Sono assolutamente sicuro - evidenzia il sindaco di Maratea, Cesare Albanese - che si tratta di un atto doloso, di un gesto folle e criminale, sul quale mi auguro si possa fare immediatamente luce. Devo ringraziare i vigili del fuoco e tutti coloro che si sono impegnati per far sì che le fiamme non producessero altri danni oltre quelli che sono già evidenti”.
Ieri mattina il comando della polizia locale ha attivato le interlocuzioni con la Provincia per la rimozione di ceneri e residui di combustione dalla sede stradale e ha richiesto specifiche verifiche tecniche sui costoni rocciosi prospicienti la S.S. 18 Tirrena Inferiore, al fine di escludere condizioni di pericolo derivanti da eventuali distacchi di materiale lapideo conseguenti all’incendio. In tarda mattinata è stata segnalata una limitata ripresa di alcuni focolai residui con la riattivazione delle squadre boschive e del personale del Consorzio di Bonifica di Maratea, già impiegato nelle precedenti fasi operative. In un’ora la situazione è tornata sotto controllo.
L’incendio di Maratea è scoppiato a meno di 48 ore di distanza da quello che ha interessato la vicinissima Praia a Mare, dove il rogo, a sua volta di chiara origine dolosa, era divampato sul monte Vingiolo per poi avanzare fino a raggiungere il Santuario della Madonna della Grotta, anche in questo caso destando grande allarme nella comunità e tra i turisti. Coincidenze, casualità o due eventi strettamente correlati tra di loro? E’ questa la prima domanda a cui gli inquirenti proveranno a dare una risposta. La matrice dolosa non è praticamente mai stata in dubbio, ora resta da capire quale possa essere il movente di un gesto così folle e soprattutto pericoloso per la pubblica incolumità che arriva ad un anno dall’altrettanto grave incendio doloso appiccato nella pineta di Metaponto Lido.

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