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Focus su indotto e logistica

Stellantis, “Si rafforzi la componentistica”

La richiesta di Uilm e Fismic al tavolo al Mimit. Entro il 2027 l’avvio della produzione del nuovo Suv Alfa Romeo nello stabilimento di San Nicola di Melfi

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Primo Piano
Stellantis, “Si rafforzi la componentistica”
POTENZA - La conferma del modello produttivo aggiuntivo per Melfi entro il 2027 è stata accolta positivamente anche dalle organizzazioni sindacali. Un progetto che però a parere dei metalmeccanici deve essere accompagnato da investimenti seri su indotto e logistica. Fismic Confsal sottolinea “il riconoscimento delle criticità” da parte del ministro Urso come “un passaggio importante, così come le misure a sostegno della filiera e il confronto costante con Stellantis”. “Oggi registriamo un cambio di passo che va nella direzione da noi auspicata: maggiore attenzione alla competitività industriale, sostegno alla filiera e una visione più pragmatica della transizione. Sono segnali positivi, ora occorre trasformare gli impegni in risultati concreti”, dichiara Sara Rinaudo, segretario generale Fismic Confsal. Per quanto riguarda Stellantis, i dati presentati evidenziano alcuni primi segnali di ripresa, ma restano situazioni che richiedono particolare attenzione.
“Accogliamo con favore le indicazioni positive emerse per alcuni stabilimenti, ma attendiamo risposte più puntuali per Cassino, Maserati e Termoli, dove auspichiamo un ulteriore rafforzamento delle produzioni. Il giudizio di Fismic Confsal resta quindi di cauto ottimismo: saranno gli investimenti, i volumi produttivi e il recupero dell’occupazione a misurare il successo di questo percorso. Continueremo a portare proposte concrete affinché l’industria automotive italiana torni a crescere. Per quanto riguarda lo stabilimento di Melfi Emanuele Cappellano, responsabile Europa Stellantis, ha annunciato che il nuovo modello Alfa Romeo entrerà in produzione alla fine del 2027 ed ha anche proiettato un’immagine in anteprima della vettura, che troverà definizione in un evento annunciato per il 29 di settembre p.v. a Melfi” - aggiunge Pasquale Capocasale, segretario territoriale Fismic Confsal Basilicata.
La Uilm ha ribadito la necessità di intervenire sulle regole europee e di ripristinare il fondo nazionale automotive. Davide Sperti, segretario generale Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive, alla riunione del tavolo di settore al Mimit e presieduta dal ministro Urso, hanno evidenziato la situazione complessa del comparto in Italia. “Il piano industriale presentato dall’azienda è effettivamente in corso di attuazione, ma, dall’altro” vanno rafforzate “le motorizzazioni italiane, non soltanto per garantire la piena occupazione dello stabilimento di Termoli, ma anche per sostenere il successo dei nuovi lanci produttivi, a partire da quelli di Melfi e, progressivamente, degli altri stabilimenti italiani. Inoltre attendiamo un piano operativo per Cassino, che restituisca allo stabilimento laziale la sua missione produttiva sull’alto di gamma con Maserati e Alfa Romeo. Al Governo chiediamo di intensificare la propria azione in sede europea per ottenere una profonda revisione delle politiche della transizione, affinché siano ispirate ai principi della neutralità tecnologica, della libertà di scelta del consumatore e della sostenibilità sociale, superando strumenti distorsivi come il sistema delle multe, che colpisce e ancor di più colpirà duramente sia le auto private sia i veicoli commerciali, minacciando anche una azienda importante come Iveco.
Occorre inoltre definire un Made in Europe equilibrato ed efficace, capace di proteggere l’industria europea nella delicata fase di trasformazione che sta attraversando. Colpisce il progressivo definanziamento del fondo automotive, che ha portato il suo ammontare compressivo dai 4,5 miliardi del 2024 ai 1,34 miliardi odierni. Un taglio non solo ingiustificabile, poiché apportato nel momento di maggiore difficoltà e trasformazione del settore, ma anche incomprensibile se si considera che, dopo un lungo lavoro comune fra Governo, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, erano già state individuate le principali linee di utilizzo di quelle risorse. Proprio quando sarebbe stato necessario passare dalla fase di programmazione a quella dell’attuazione, il fondo è stato progressivamente ridimensionato, privando il comparto di strumenti essenziali. Chiediamo pertanto il pieno ripristino delle risorse affinché possano essere adottate misure concrete a sostegno della competitività”.

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