Logo La Nuova del Sud

Cronaca giudiziaria

Sellata, le opposizioni chiedono l'accesso agli atti

Comparto sciistico di Pierfaone, sotto i riflettori della Procura l'iter autorizzativo per l'abbattimento degli alberi. Indagato il rup del Comune di Abriola

|
Redazione
|
Primo Piano
Sellata, le opposizioni chiedono l'accesso agli atti
ABRIOLA-  Sotto la lente degli inquirenti l'iter autorizzativo del taglio di circa 1000 alberi necessario per il prolungamento della seggiovia. Si indaga per falso ideologico nell'ambito del fascicolo d'inchiesta aperto dalla Procura di Potenza che vuole vederci chiaro sul progetto di riqualificazione del comprensorio sciistico della Sellata, sul Monte Pierfaone, ad Abriola. Lunedì l'apposizione dei sigilli che certificano il sequestro preventivo effettuato dai carabinieri forestali nella zona dove dai primi di agosto sono partiti i lavori per il potenziamento dell'infrastruttura. Resterebbero fuori dalle indagini invece gli altri interventi, come quello per la realizzazione del parco giochi inclusivo o la pista da sci sintetica. Un disegno che punta a destagionalizzare il turismo prettamente invernale. L'inchiesta arriva a seguito delle denunce di Wwf e Legambiente e dei partiti di minoranza, preoccupati per la sostenibilità ambientale del progetto finanziato dalla Regione con 6 milioni rinvenienti dai fondi PO Fesr. Indagato per inquinamento e falso ideologico, il rup del Comune di Abriola. Dalla documentazione acquisita dagli inquirenti, risulterebbe che Il progetto esecutivo è stato approvato solo il 6 agosto 2026, quando i lavori di taglio risultavano già in corso. La Soprintendenza inoltre non avrebbe ricevuto la documentazione relativa all'adeguamento alle prescrizioni imposte, né il cronoprogramma dei lavori, né il nominativo dell'archeologo incaricato. Inoltre l''Ufficio Pianificazione e Paesaggio della Regione avrebbe espresso una valutazione preliminare critica sul tracciato della nuova seggiovia, suggerendo soluzioni alternative, in quanto in assenza di piano d'ambito sarebbe stato autorizzabile solo il recupero delle attrezzature esistenti. Nonostante ciò i lavori di taglio sono stati affidati a tre imprese attraverso procedura diretta.
 LA POSIZIONE DEL SINDACO- Il sindaco di Abriola Romano Triunfo nel ribadire fiducia nella magistratura, parla di allarmismo ideologico. "Bloccare tutto – dice il primo cittadino- per il gusto del sospetto non significa difendere la natura ma congelare un investimento strategico e condannare un territorio all'immobilità".  "La verità è più banale e assai meno scandalosa- prosegue il sindaco - quegli alberi erano piante fito-sanitariamente ammalorate, la cui rimozione era già prevista dal Piano di assestamento forestale del 2023 - sottoposto a Valutazione di Incidenza Ambientale  di II livello - tuttora in vigore e confermato dalle nuove autorizzazioni. Non un arbitrio, ma ordinaria e obbligatoria manutenzione per proteggere il bosco da patogeni e tutelare l'incolumità pubblica. Inoltre – prosegue il sindaco di Abriola - il bilancio ecologico sarà ampiamente in attivo: piantumeremo una superficie pari al doppio di quella interessata dai tagli, smantelleremo la vecchia sciovia e riqualificheremo l'intera area. Il Comune di Abriola, grazie al rigore del rup ing. Valentino Fellone, a cui esprimo piena solidarietà, e alla macchina amministrativa – precisa Triunfo - ha lavorato giorno e notte operando nella totale trasparenza e rispettando ogni singola prescrizione regionale.  Il Comune - conclude Triunfo- si riserva di adire le vie legali nei confronti di coloro che hanno generato allarmismo, creando confusione e sospetti nella collettività su questo investimento, il cui rallentamento rischia di determinare un danno economico e sociale”.  
LEGAMBIENTE- Di tutt'altra visione Antonio Lanorte di Legambiente. "Non si tratta di contrapporre attività economica e ambiente- controbatte il presidente dell'associazione ambientalista di Basilicata- ma di trovare modalità di fruizione sostenibili, che non mettano a rischio il patrimonio forestale e paesaggistico per modelli turistici artificiali".  "Il sequestro disposto dalla Procura – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente – è un atto che merita la massima attenzione. Conferma la necessità di verificare con rigore la correttezza dell'iter autorizzativo e l'impatto ambientale dell'opera. Come associazione, chiediamo che venga fatta piena luce su ogni aspetto della vicenda, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza e delle competenze di chi è chiamato a giudicare".  "La vicenda di Pierfaone – commenta Antonio Lanorte, presidente di Legambiente Basilicata – impone una riflessione seria sul rapporto tra sviluppo turistico e tutela ambientale in un'area di straordinario valore naturalistico come il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano. Non si tratta di contrapporre attività economica e ambiente, ma di trovare modalità di fruizione sostenibili, che non mettano a rischio il patrimonio forestale e paesaggistico per modelli turistici anacronistici e artificiali". Legambiente, che lo scorso 19 agosto aveva inviato una segnalazione al Comando Carabinieri Forestali e che il 18 agosto aveva scritto al Ministro Pichetto Fratin, continuerà a monitorare l'evoluzione della vicenda e si riserva di valutare ogni iniziativa utile a tutela del patrimonio ambientale e della trasparenza amministrativa.
LE OPPOSIZIONI IN CONSIGLIO REGIONALE-  Una formale richiesta di accesso agli atti sul progetto di riqualificazione del comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone è stata presentata in data 29 agosto dai gruppi consiliari di opposizione M5s, Bcc e Bd, con la contestuale richiesta della convocazione della competente Commissione consiliare per acquisire tutti i necessari chiarimenti sulle procedure seguite e su quelle attualmente in corso”. Lo dichiarano congiuntamente i consiglieri regionali Araneo, Chiorazzo, Marrese, Verri e Vizziello. “L’iniziativa nasce dalla necessità di fare piena chiarezza su un intervento importante per il rilancio della montagna potentina, sul quale sono state sollevate perplessità, anche da parte delle associazioni ambientaliste, con particolare riferimento alle procedure di carattere ambientale. Per questo riteniamo indispensabile acquisire tutta la documentazione relativa ai diversi lotti del progetto, alle procedure di Valutazione di incidenza ambientale e di eventuale assoggettabilità a Via, ai pareri e alle autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti, nonché agli atti di gara e di esecuzione dei lavori”. 
 


Ultime Notizie di Primo Piano