POTENZA- Sono 67 le domande presentate dalla Basilicata per accedere a “Resto al Sud 2.0”, il nuovo incentivo nazionale destinato ai giovani under 35 che intendono avviare un’impresa o un’attività professionale nelle regioni del Mezzogiorno. Un numero ancora contenuto rispetto alle regioni più popolose come Campania, Sicilia e Puglia, ma che testimonia anche in Basilicata una crescente voglia di fare impresa e costruire il proprio futuro senza lasciare il territorio. Il dato assume un significato ancora più rilevante alla luce del quadro nazionale. Al 15 maggio sono oltre 2.200 le domande presentate per un valore di circa 153 milioni di euro di agevolazioni richieste, mentre altre 2.596 risultano in fase di compilazione. Un elemento emerge con forza: la partecipazione femminile. Quasi il 40% delle nuove attività che nasceranno grazie alla misura sarà infatti guidato da donne, una percentuale superiore a quella registrata nelle regioni del Centro-Nord. La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ha sottolineato come il dato evidenzi «la sempre maggiore volontà di protagonismo delle donne nelle regioni del Sud», confermando un trend positivo per l’occupazione femminile e per la crescita dell’imprenditoria giovanile.
COS’È RESTO AL SUD 2.0
La misura, finanziata nell’ambito del Piano integrato per l’autoimpiego e cofinanziata dall’Unione Europea attraverso il Programma nazionale Giovani, Donne e Lavoro, è operativa dal 15 ottobre scorso e dispone di una dotazione finanziaria di circa 356 milioni di euro. Possono beneficiarne giovani tra i 18 e i 35 anni non compiuti, disoccupati, inattivi, persone inserite nel programma Gol o in condizioni di vulnerabilità sociale, residenti o intenzionati ad avviare la propria attività in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’incentivo prevede due principali modalità di sostegno: voucher a fondo perduto fino a 40mila euro, elevabili a 50mila euro per investimenti innovativi, digitali o orientati alla sostenibilità ambientale; contributi a fondo perduto pari al 75% degli investimenti fino a 120mila euro e al 70% per investimenti compresi tra 120mila e 200mila euro. Sono ammesse nuove imprese, attività professionali e iniziative di lavoro autonomo in quasi tutti i comparti economici, ad esclusione di agricoltura, pesca e acquacoltura. Tra i settori più richiesti figurano turismo, servizi alla persona, servizi alle imprese e attività manifatturiere.
UNA LEVA CONTRO LO SPOPOLAMENTO
Per una regione come la Basilicata, che continua a fare i conti con il fenomeno dello spopolamento e con la fuga dei giovani laureati verso altre aree del Paese, Resto al Sud 2.0 rappresenta uno strumento che va oltre il semplice sostegno economico. L’obiettivo è creare occasioni concrete di autoimpiego, favorire il radicamento delle competenze sul territorio e accompagnare la nascita di nuove imprese innovative. Particolarmente significativo il protagonismo femminile. Negli ultimi anni, infatti, molte delle nuove iniziative imprenditoriali lucane sono nate proprio grazie alla capacità delle donne di intercettare opportunità nei servizi, nel turismo sostenibile, nella cultura, nell’innovazione sociale e nella trasformazione digitale.
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