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Caro carburanti

Stangata senza fine, diesel verso i 2,20 euro al litro

Prezzi "folli" in Basilicata. Domani scade l’ultima proroga sulle accise. Il report dell'Unione nazionale consumatori. Allo studio del Governo nuove misure

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Redazione
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Primo Piano
Stangata senza fine, diesel verso i 2,20 euro al litro
POTENZA - Il rischio concreto è quello di “abituarsi” a prezzi folli che oltre a erodere il potere d’acquisto delle famiglie, faranno sentire i loro effetti per mesi e mesi su inflazione e carrello della spesa. I prezzi di diesel e benzina continuano la loro corsa senza freni e le quotazioni non accennano a raffreddarsi. Anzi. Le costanti tensioni internazionali e il limbo in cui è finito il conflitto Usa-Iran peggiorano la situazione, con il gasolio che sui mercati internazionali è ormai vicino ai valori record toccati a inizio marzo (con il petrolio vicino ai 100 dollari al barile).
In Basilicata ormai il diesel è vicino ad infrangere anche il muro dei 2,20 euro al litro, nonostante il taglio di 17 centesimi sul gasolio che resterà in vigore soltanto fino a domani, quando il governo dovrebbe quantomeno annunciare le nuove misure da introdurre, non a pioggia ma mirate per determinate fasce, per provare a contenere i danni. Questo vuol dire che tra appena due giorni il diesel potrebbe toccare valori mai visti prima, arrivando praticamente a sfiorare i 2,4 euro al litro. Prezzi insostenibili che porterebbero il pieno a costare quasi 120 euro. Prima dello scoppio del conflitto in Medio Oriente il prezzo alla pompa oscillava intorno a 1,70 euro al litro. Siamo già 70 centesimi oltre, questo vuol dire che per soli 30 litri di gasolio si spendono 21 euro in più rispetto a pochi mesi fa. Un salasso che spalmato su più mesi diventa un esborso sempre più complicato da sopportare per tantissime famiglie lucane. E nell’ultima settimana le cose sono andate ancora peggio.
Un distributore di carburanti
Un distributore di carburanti
Da inizio mese i listini hanno visto solo correzioni al rialzo e il pieno in Basilicata è aumentato di altri 1,60 euro secondo il report dell’Unione Nazionale Consumatori. Per il presidente Massimiliano Dona “non è proprio il momento di togliere gli sconti per tutti come se gli automobilisti fossero polli da spennare. Senza lo sconto sulle accise, considerando il prezzo di ieri, il gasolio arriverebbe in autostrada a 2,411 euro al litro, nelle strade normali salirebbe a 2,340 euro al litro. Tra le regioni il record si avrebbe a Bolzano con 2,385 euro, al 2° posto la Calabria ex aequo con la Sicilia dove si venderebbe a 2,364 euro. Segue il Friuli Venezia Giulia con 2,358 euro” prosegue Dona. “Il Governo non considera l’escalation dell’inflazione dovuta ai rincari dei carburanti. In agosto la benzina è rincarata del 6,3% su luglio e il diesel del 5,3%. Se si vuole evitare che diventi un autunno caldo sul fronte dei prezzi, non basta abbassare le accise alle solite 4 categorie, autotrasportatori, agricoltori, tassisti e pescatori. Non tutti quelli che trasportano merci possono usufruire delle agevolazioni fiscali degli autotrasportatori. Anche aiutare solo chi ha un Isee basso o il bonus carburanti per i pendolari, per quanto giusto, non serve minimamente a frenare l’impennata dei prezzi” conclude Dona.

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