POTENZA – Quattrocentottanta milioni di euro subito e risorse che potrebbero superare il miliardo, ma la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori non si ferma. In Basilicata i blocchi stradali continuano a rallentare merci e approvvigionamenti, mentre l’incontro con il ministro Matteo Salvini non ha ancora prodotto una soluzione. Un nuovo vertice è previsto per il 27 ottobre.
Sulla statale 106 Jonica il presidio è stato rimosso dopo quattro giorni, ma restano attive le proteste a Tursi, sul raccordo Sicignano-Potenza e nell’area di Tito Scalo. Intanto, in alcuni supermercati iniziano a scarseggiare frutta e verdura, mentre le consegne dei prodotti lucani verso il Nord subiscono ritardi.
A preoccupare è soprattutto il settore lattiero-caseario: Coldiretti Basilicata ha chiesto al prefetto di Potenza interventi urgenti per garantire il ritiro del latte dalle stalle, con i serbatoi refrigerati ormai a rischio saturazione. Senza ripristinare i trasporti, gli allevatori potrebbero essere costretti a smaltire ingenti quantità di prodotto.
L’emergenza coinvolge anche i servizi pubblici. La Fp Cgil di Potenza segnala raccolta dei rifiuti sospesa a San Fele, Ruvo del Monte e Rapone. A Maratea, dal 22 ottobre, il servizio è fermo su tutto il territorio comunale, fino a nuova comunicazione, per la carenza di carburante e le difficoltà nei collegamenti con gli impianti.
Sabato è inoltre prevista una manifestazione di trattori e camion dal Metapontino a Metaponto. La protesta contro il caro vita rischia così di trasformarsi in un’emergenza sempre più ampia per famiglie, imprese e servizi essenziali.