POTENZA - “La più recente e consolidata giurisprudenza di legittimità esclude che il fatto, così come contestato e accertato nel corso delle indagini, assuma rilevanza penale”. Questa la motivazione che ha portato il gip del tribunale di Potenza, Antonello Amodeo, a respingere la richiesta di arresti domiciliari avanzata dal pm Vincenzo Montemurro nei confronti dell’attuale assessore alla Viabilità del Comune di Potenza, Francesco Giuzio per un’ipotesi di concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (respinte per questo stesso capo di imputazione anche le misure cautelari richieste dalla procura nei confronti di Marco Cerverizzo, Orazio Colangelo e Leonardo Lucia). La vicenda riguarda i lavori di ristrutturazione del valore di 70.000 euro di un appartamento di edilizia pubblica residenziale, ovvero di proprietà comunale, assegnato o destinato a Luigi Lopiano. Lavori che quest’ultimo e il padre Antonio volevano far assegnare (in cambio di un tornaconto economico personale) all’impresa di Marco Cerverizzo al termine di una procedura negoziata con l’invito di tre operatori economici. Secondo la prospettazione accusatoria sarebbe stato Luigi Lopiano a mantenere i contatti sulla vicenda con l’assessore Giuzio, a consegnare i nominativi delle imprese e a sollecitare la definizione dell’intero iter burocratico. Ma a prescindere dall’effettiva ricostruzione dei fatti, per il gip non è configurabile a priori l’ipotesi di reato disciplinata dall’articolo 353 bis del codice penale. Peraltro il Comune avrebbe potuto far ricorso, per l’importo sotto soglia, anche all’affidamento diretto, ma alla fine optò per la comparazione informale mediante l’acquisizione di tre diversi preventivi, basata sul computo metrico e sul criterio del minor prezzo. “I fatti cristallizzati attraverso gli atti di indagine – scrive ancora il gip – pur effettivamente emersi e sussistenti – trovano dunque esaurimento in eventuali illegittimità amministrative o nel biasimo politico-gestionale, commisto ad interessi prevalentemente privati dei soggetti coinvolti, subordinati all’interesse pubblico”.