POTENZA- Tra le vittime delle condotte estorsive portate avanti da Antonio Lopiano c’è anche un sindacalista, costretto ad assecondare reiterate richieste di natura economica. Diversi gli episodi ricostruiti dagli inquirenti in un arco temporale che va dal 2023 al 2026. Nel 2023, la vittima sarebbe stata costretta a versare 3.000 euro in contanti, più o meno la stessa cifra versata anche l’anno successivo sempre attraverso la stessa tipologia di minaccia o intimidazione. Come non bastasse, nel 2025 il sindacalista sarebbe stato costretto a stipulare un finanziamento da 15.000 euro poi interamente versato ad Antonio Lopiano attraverso due distinti bonifici. E ancora, nei mesi scorsi, gli inquirenti hanno ricostruito la dazione di ulteriori 3.500 euro complessivi. Nello scorso mese di aprile, in una conversazione con la sua compagna, Antonio Lopiano svela – secondo la ricostruzione accusatoria – quelli che erano i propri intenti, ovvero pretendere dal sindacalista la somma di 50 euro al giorno: “...che tu mi dai 50 euro al giorno, faccio un esempio, e te li levi tu che ne prendi 200 al giorno, mi dai cinquanta euro a me”. Sono diversi i colloqui intercettati dagli inquirenti nell'ufficio della vittima, dal contenuto minaccioso. Uno dei più gravi risale allo scorso mese di aprile, con le parole di Antonio Lopiano finalizzate a costringere il sindacalista a trovargli un impiego: “....Non mi fare queste facce....che oggi ti faccio un buco nel cervello, meglio che te lo dico....Lasciamo le cose come stanno perché se succede qualcosa a me, succede qualcosa a te in automatico, sia ben chiaro...la testa non sta funzionando”.