POTENZA - Il “tesoretto” accumulato lo scorso inverno ha permesso all’intera Basilicata di trascorrere un’estate tutto sommato tranquilla sul fronte dell’emergenza idrica, fatta eccezione per alcune situazioni di criticità slegate però dall’effettiva disponibilità della risorsa idrica e relative a lavori sulla rete, basti pensare a quanto successo nei giorni scorsi tra Tito e Picerno. Le principali dighe lucane presentano un saldo in attivo evidente rispetto alla fine dell’estate scorsa. Numeri che consentono di guardare con relativa tranquillità all’autunno e all’inverno che, in ogni caso, si spera possano garantire ulteriori volumi aggiuntivi.
Partiamo dalla diga del Camastra che rispetto a dodici mesi fa può contare su due milioni di metri cubi in più di acqua: 8,7 il dato aggiornato a ieri rispetto ai 6,9 dello stesso giorno di un anno fa. L’invaso che ad oggi può contenere massimo 11,7 milioni di metri cubi, capienza ampiamente superata lo scorso inverno con la necessità per più giorni di tenere aperte le paratoie per far defluire i volumi in eccesso (altro spreco che sarebbe meglio riuscire ad evitare con adeguati e mirati interventi), attende nei prossimi mesi un ulteriore aumento di capacità dopo gli ulteriori interventi in corso che dovrebbero portare il limite di invaso a sfiorare i 14 milioni di metri cubi. Sembra decisamente lontana l’estate del 2024, quando il progressivo svuotamento del Camastra aveva portato i 29 Comuni serviti dall’invaso, Potenza in primis, a vivere mesi molto difficili a causa delle continue interruzioni idriche. Ancora più rassicurante la situazione degli altri invasi.
Chi sta meglio è Monte Cotugno: la diga di Senise può contare su quasi 135 milioni di metri cubi d’acqua, più del doppio rispetto ai 65,7 di dodici mesi fa. Una situazione difficile che nell’autunno scorso aveva portato la diga addirittura sotto la soglia “tecnica” dei 40 milioni di metri cubi. Il quadro attuale fa presagire mesi di ulteriore calma, con il concreto auspicio di tornare anche sopra i 200 milioni di metri cubi durante la stagione invernale, sempre a patto di poter contare su un livello adeguato di precipitazioni piovose e nevose.
Bilancio ampiamente positivo anche per la diga del Pertusillo: l’invaso della Val d’Agri viaggia attualmente sui 72,6 milioni di metri cubi, quasi il doppio rispetto ai 37,3 registrati l’8 settembre del 2025. Il bilancio complessivo dei tre invasi parla di 215 milioni di metri cubi, quasi il doppio rispetto ai 109 di un anno fa. Numeri che rassicuranno ma che non possono in alcun modo far abbassare la guardia. Bisogna continuare ad investire sull’ammodernamento delle reti, sulla riqualificazione e messa in sicurezza degli invasi e, soprattutto, sui progetti di interconnessione che nel caso del Camastra diventerebbero una vera e propria salvezza in caso di ulteriori periodi difficili.