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Infrastrutture idriche

Basilicata, dighe interconnesse: acqua per tutti

Al via il collaudo del primo tratto dell’adduttore che collega l'invaso di Acerenza a quello di Genzano. In funzione 6,5 chilometri su 16. A novembre il completamento

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Redazione
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Primo Piano
Basilicata, dighe interconnesse: acqua per tutti
ACERENZA - Hanno preso avvio le operazioni di collaudo del primo tratto da 6,5 chilometri dell’adduttore che collega l’invaso sbarrato dalla diga di Acerenza su fiume Bradano - della capacità utile di 38.433.000 metri cubi - a quello volano della diga di Genzano, con capacità utile di 52.950.000 metri cubi.
L'ADDUTTORE- L’adduttore Acerenza-Genzano, lungo complessivamente circa 15 chilometri, consente di trasportare la risorsa idrica verso la diga di Genzano e verso il partitore del Marascione che servono, rispettivamente, distretti irrigui attrezzati pari a circa 13mila e 5mila ettari. Mediante le risorse del Pnrr è stato finanziato, per 9 milioni di euro, il ripristino della continuità idraulica dell’adduttore Acerenza-Genzano, interrotto da un movimento franoso a circa 6km dalla diga di Acerenza. Sempre con risorse a valere sul Pnrr, per 11,5 milioni di euro, è stato finanziato l’intervento di efficientamento della galleria Acerenza – Genzano. 
L’attività di collaudo che prende avvio è relativa, per questa prima fase, all’adduttore Acerenza-Genzano per un tratto di circa 6,5 chilometri, fino alla valvola, posta a 500 metri a valle dell’intervento portato a termine dopo oltre trent’anni dalla sua realizzazione. Il collegamento Acerenza-Genzano rappresenta una componente dello schema idrico Basento-Bradano. Il sistema è stato concepito per trasferire le acque del Basento verso la diga di Acerenza attraverso la traversa di Trivigno e, mediante l’adduttore in corso di ripristino, verso l’invaso di Genzano. Da qui la risorsa può proseguire attraverso le infrastrutture dello schema verso il Distretto G (un comprensorio irriguo dell’Alto Bradano). Alle operazioni hanno partecipato, insieme all’assessore alle Infrastrutture con delega alle Reti idriche, Pasquale Pepe, il direttore generale alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Nino Altomonte, il segretario generale dell’autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale, Vera Corbelli, e i dirigenti tecnici dell’autorità Giuseppe Maria Grimaldi e Pasquale Coccaro.
PEPE- “Il sistema idrico lucano, per essere efficiente, deve essere interconnesso”, commenta Pepe. “Il valore di quest’opera va oltre i sedici chilometri di adduttore che stiamo recuperando - conclude Pepe - perché il tema decisivo è mettere in comunicazione le nostre riserve idriche. La Basilicata non può affrontare le fasi di scarsità contando soltanto sull’acqua presente, in un determinato momento, in un singolo invaso. Dobbiamo avere una rete capace di trasferire la risorsa dove serve e di conservarla quando è disponibile”.
CORBELLI- “Si tratta di un’opera che, una volta completata porterà beneficio a distretti irrigui che potenzialmente raggiungono i 30mila ettari tra i comuni di Genzano di Lucania, Banzi, Oppido Lucano e Irsina - dichiara il segretario generale dottoressa Vera Corbelli -. Quest’opera, rimasta ferma per 30 anni a causa di una frana testimonia due aspetti importanti: al Sud l’acqua non manca, ma va solo razionalmente utilizzata ed una governance forte può garantirla per tutti gli usi previsti, in questo caso per l’uso irriguo, a beneficio di un’area a forte vocazione agricola”.
LO SCHEMA BASENTO-CAMASTRA- Lo schema idrico Basento-Bradano è costituito da quattro dighe (Camastra, Acerenza, Genzano di Lucania e Serra del Corvo), il Partitore del Marascione, la Traversa di Trivigno e due grandi adduttori (l’Adduttore Trivigno-Acerenza e l’Adduttore Acerenza-Genzano). Le dighe sono ad utilizzo irriguo tranne la diga del Camastra che fornisce la risorsa idropotabile per l’abitato di Potenza e comuni limitrofi per circa 110.000 abitanti. L’intero schema idrico necessita di ulteriori due adduttori al fine di consentirne il completamento e l’interconnessione con lo schema idrico dell’Ofanto (l’adduttore diga del Camastra-Traversa di Trivigno e l’adduttore Partitore del Marascione-diga del Locone) le cui progettazioni, finanziate per complessivi 2 milioni 436mila euro mediante il decreto ministeriale n. 259/2022 – fondi autorità di bacino distrettuali/Zes, sono in fase di esecuzione.

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